Il progetto “Un
patrimonio da salvare: mecenati per le collezioni civiche”
nasce nel 2006 per iniziativa della Direzione dei Musei Civici (in
particolare della dott.ssa Elena Pianea) con la finalità di
presentare una significativa campionatura del patrimonio
storico-artistico inedito della Città di Saluzzo, nella
convinzione che il primo passo per la valorizzazione dei beni
culturali consista nello studio, nella loro conservazione rigorosa e
nel loro restauro, quando necessario. Infatti l’iniziativa si
pone l’obiettivo quello di reperire sponsorizzazioni per il
restauro e la valorizzazione di oggetti antichi di proprietà
pubblica.
La
selezione delle opere è il frutto di un pluriennale lavoro di
schedatura scientifica e di studio delle fonti storiche, che ha
consentito un dettagliato ed esaustivo censimento del patrimonio
civico ed un contestuale monitoraggio del suo stato di conservazione.
Tale attività di ricerca si inserisce in un più ampio
programma di restauro e valorizzazione condotto in questi anni dai
Musei Civici in collaborazione con le Soprintendenze competenti e già
finanziata con fondi comunali, regionali e provenienti da fondazioni
bancarie.
Le
opere “da salvare” selezionate nell’anno 2006
(provenienti dalle raccolte civiche di Casa Cavassa, della Biblioteca
Civica, dell’Archivio Storico, di Villa Radicati, dalla
collezione di dipinti di Matteo Olivero e di tele acquisite per
donazione dalla Città di Saluzzo) sono state esposte in una
mostra allestita al piano nobile dell’Antico Palazzo Comunale
di Saluzzo (dal 19 al 28 maggio 2006) suddivise nei sei nuclei
collezionistici di appartenenza.
Tale
mostra è stata inoltre l’occasione per rendere omaggio
ad un gruppo di personaggi-chiave per la storia del patrimonio
culturale locale, non sempre conosciuti nella loro veste di generosi
mecenati: accanto ad Emanuele Tapparelli d’Azeglio (che, con
l’operazione di recupero di Casa Cavassa, creò a fine
XIX secolo un museo di prestigio internazionale) emergono, dalle
ricerche d’archivio, personaggi quali Alessio Ollivero
(fondatore e direttore della Cassa di Risparmio di Saluzzo, nonché
promotore dell’istituzione della Biblioteca Civica), Giuseppe
Borda, Tommaso Chiaffredo Laugeri e Francesco Costa (donatori di
fondi librari), Pietro Giraud (raffinato collezionista) e, non
ultima, la contessa Anna Maria Radicati (che donò alla città
la villa del Belvedere).
Il programma
proposto al pubblico nel 2007 ha visto, in prima istanza, la
presentazione delle opere restaurate grazie a numerosi mecenati che
si sono fatti avanti adottando alcuni oggetti antichi: nei saloni
espositivi della Caserma Musso, nell’ambito della Mostra
Nazionale di Antiquariato di Saluzzo (dal 18 al 28 maggio 2007),
nella sezione “Il Patrimonio Salvato” si potevano
ammirare i quadri e le sculture riportati al loro “originale”
splendore. Inoltre la mostra prevedeva la presentazione di un nuovo
gruppo di opere delle collezioni civiche, tra cui emergevano, per
valore storico-artistico, i busti dei re, commissionati nel 1891,
dalla Giunta Comunale all’artista Leonardo Bistolfi.
Nel luglio 2008 il progetto è
proseguito con la presentazione al pubblico di ulteriori restauri di
oggetti appartenenti alla collezione di Casa Cavassa (l’affresco
strappato di S. Nicola da Tolentino; una specchiera e consolle
barocca, il busto di Emanuele Tapparelli) realizzati grazie a
munifici mecenati del territorio.
I restauri eseguiti
in questi anni sono stati effettuati da restauratori accreditati
presso la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici e
Demoetnoantropologici del Piemonte, la Soprintendenza Archivistica
per il Piemonte e la Valle d’Aosta e la Soprintendenza
Regionale per i Beni Librari che ne hanno curato la direzione
scientifica in collaborazione con il personale tecnico del Museo,
della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Comune di Saluzzo.
Gli esempi di
generosità nei confronti del patrimonio culturale saluzzese,
fortunatamente, si rintracciano ancora nel recente passato e nel
presente: associazioni benemerite e naturalmente fondazioni bancarie
–prima fra tutte la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo
che negli ultimi 10 anni è stata decisiva per il recupero e la
valorizzazione dei beni storico-artistici e librari- hanno
contribuito ad un notevole numero di interventi di salvaguardia sul
patrimonio immobile e mobile antico di Saluzzo.
Un mecenatismo che
affonda salde radici nel passato e che auspichiamo di continuare ad
avere al nostro fianco anche oggi, grazie alla serietà di
metodo e di lavoro messi in campo, che sono prima garanzia per chi
vorrà investire in questo nostro progetto.