Il Castello inferiore dei Marchesi, detto "la Castiglia"
Il
Castello inferiore dei Marchesi, detto dai Saluzzesi "la Castiglia" (probabilmente
da castella,
ossia insieme di edifici), venne edificato come roccaforte
dal marchese Tommaso I tra il 1270 e il 1286 al vertice del
Borgo superiore, che distendeva il proprio irregolare
agglomerato sulle pendici della collina giù fino all'antichissima
Pieve di Santa Maria nella piana. Fu ampliato e trasformato in signorile dimora da Tommaso III, che aggiunse la torre grande (o quadrata) a sud-est. La prima esplicita documentazione di esso si ha nel 1317, quando vi viene rogato un atto. Nel 1492 Ludovico II, per l'arrivo della seconda moglie Margherità di Foix, giovanissima e raffinata francese, lo ristrutturò con ampi appartamenti e sale di rappresentanza attorno a due cortili comunicanti, con grandiosi restauri ai cortili, alle logge, alle sale decorate con affreschi monocromi "a grisaille" di soggetto profano. Furono pure costruiti il giardino e il torrione rotondo di nord-ovest. |
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| Con la fine del Marchesato di Saluzzo (1601), iniziò la decadenza; il mutare delle tecniche di guerra con l'importanza crescente dell'artiglieria, fecero inoltre perdere valore strategico al castello a favore della rocca di Revello. Dalla dominazione francese (fino al '700) fu adibito a sede del Governatore del Marchesato e a caserma del presidio; sicuramente ospitò anche uffici governativi e carceri. Dal 1814 risultò non più occupato, se non per alcuni locali destinati ad invalidi o affittati a privati. L'edificio era ormai gravemente degradato per la mancata manutenzione, tanto che crollò la volta del salone di parata; l'antica dimora signorile era ormai ridotta a romantica rovina, cantata dalla poetessa Diodata Saluzzo - Roero. L'Amministrazione militare non ritenne più convenienti le spese di riparazione e di conseguenza nel 1825 fu deciso di destinarlo a casa penale. I lavori comportarono l'alterazione radicale della struttura e la distruzione delle parti decorative e degli affreschi ancora esistenti. Intatto rimase il torrione circolare, mentre si salvarono, perchè asportati, due frammenti di affreschi: una "Madonna con Bambino" ed una "Deposizione" ottenuti dopo varie vicende da Tapparelli D'Azeglio per il museo di Casa Cavassa che andava allestendo in quegli anni. Rimasta
casa di detenzione fino al 1992, attualmente "la
Castiglia" è oggetto di un attento restauro
per essere restituita alla fruizione pubblica.
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